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“Vivere improvvisamente” secondo Riccardo Scamarcio

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In una recente intervista del marzo di quest’anno l’attore Riccardo Scamarcio, conosciuto in tutta Europa per una lunga serie di film di successo, ha raccontato i suoi progetti, i suoi successi e il suo modo di fare l’attore. Scamarcio si presenta quest’anno non solo come attore, ma anche come produttore cinematografico con il film ‘Miele’, uscito anche negli Stati Uniti con un discreto successo.

L’attore italiano, che è legato da una lunga relazione con un’altra attrice italiana piuttosto conosciuta (Valeria Golino), spiega che l’essere famoso non è per lui l’aspetto più importante della professione, che non considera come un lavoro. La recitazione è sempre stata per lui una passione, il sogno della sua vita, che ha cercato di realizzare con grande determinazione fin dall’adolescenza, con studi specifici.

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Si tratta anche di una professione molto difficile e insidiosa: fare un bel film è una cosa molto difficile perché si tratta di un lavoro di gruppo, in cui qualsiasi elemento che non funzioni, per piccolo che sia, può rovinare l’insieme. I film a cui si sente più legato sono quelli che hanno rappresentato per lui momenti intensi, dal punto di vista umano o professionale, come l’incontro con la sua compagna, o la collaborazione con Costa Gavras in “Verso l’Eden“.

L’aspetto più interessante dell’essere attore cinematografico, secondo Scamarcio non è la fama, ma la possibilità che il cinema offre all’attore, di “vivere improvvisamente”, di avere un rapporto diretto con la vita reale, diversamente da quanto accade con il teatro, dove è più evidente il ‘salto’ tra la realtà e la finzione. Per questo Scamarcio dice di non ‘costruire’ i personaggi che interpreta al cinema, ma di lasciarsi andare ad un approccio spontaneo, aiutato in questo anche dalla timidezza che è un ostacolo ma anche un vantaggio, per un attore.

E voi? Che cosa ne pensate di lui? Divertitevi.