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Il caffé italiano è buono per merito dei clienti

    caffé

Ogni paese ha i suoi rituali sociali e le sue tradizioni legate al cibo e al suo consumo. Il caffé in Italia rappresenta una di queste tradizioni. Per fare un caffé ‘italiano’ sono necessari alcuni accorgimenti. Innanzi tutto una caffettiera, poi il tipo di caffé, senza dimenticare le caratteristiche dell’acqua e le dimensioni della tazzina, che in alcuni paesi d’Europa è considerata minuscola.

Se in generale il caffé italiano ha una buona fama all’estero, in Italia è il caffé napoletano quello che gode di migliore reputazione. In questo video tratto dal film “Questi fantasmi” Sofia Loren spiega come fare il caffé secondo la tradizione napoletana, con la famosa caffettiera napoletana, la cuccumella.

In realtà fare il caffé con questa macchinetta oggi sarebbe impossibile. Prima di tutto perché questo oggetto ormai è fuori produzione ed è costosissimo, e poi perché implica la necessità di macinare il caffé personalmente. In che cosa consiste allora l’eccellenza del caffé napoletano? Secondo questo sito, tutto dipende dall’amore e dalla cura con cui a Napoli si prepare il caffé, che è il centro della socialità, anche se non bisogna dimenticare che l’acqua deve contenere poco calcare e il suo livello nella caldaia non deve essere né troppo alto né troppo basso; che il caffé va fatto a fuoco basso e che appena la caffettiera comincia a ‘cantare’, bisogna spegnere il fornello.

Se poi andate al bar, oltre al tipico espresso e al classico cappuccino (il cui nome deriva dal colore del mantello dei monaci cappuccini, colore che il barista usa per regolarsi nel mescolare la giusta dose di caffé e latte) troverete molte altre combinazioni interessanti. A quanto pare è uno dei pochi settori dell’esportazione che non sa cosa sia la crisi economica.